IV. Nel vestirmi, riandavo col pensiero gli avvenimenti della sera prima e mi pareva di aver sognato. Non fui certa della realtà se non quando rividi il signor Rochester e ebbi riudite da lui le parole d’amore e le promesse. Mentre mi pettinavo, mi guardai nello specchio e mi accorsi che la bruttezza era sparita dal mio volto, per dar luogo a un’espressione di vita e di speranza; pareva che i miei occhi avessero fissato la fonte della gioia e preso in prestito alle sue onde trasparenti il loro scintillìo. Spesso avevo guardato a malincuore il mio padrone, temendo che il mio volto gli spiacesse; ora ero sicura di poter alzare su di lui lo sguardo, senza che il suo amore si raffreddasse per la espressione che vi poteva scorgere. Tolsi dal mio baule un semplice vestito chiaro da estate e

