CAPITOLO VENTICINQUE

1511 Parole

CAPITOLO VENTICINQUE Ceres non conosceva la via attraverso la quale la stava conducendo il ribelle. Accarezzò con la mano le pareti di pietra, sentendone la stranezza. Proprio quella stranezza più di qualsiasi altra cosa le diceva per quanto tempo era stata lontana dalla ribellione. Come anche il fatto che ora Anka fosse il capo della ribellione stessa. Sembrava che per l’ex schiava sarebbe stato troppo scappare, perché era troppo per tutti. Nei passaggi e nei punti nascosti che i ribelli avevano scavato, Ceres vide più gente di quanto avrebbe potuto credere possibile. C’erano persone che si allenavano e lavoravano, che ridevano e dormivano. C’erano magazzini e sale di lavoro, corridoi e forge… “Chi sta a capo di tutto adesso?” chiese Ceres mentre camminavano. “Oltre ad Anka?” rispose

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