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2057 Parole

– E quante, anch’io! Si strinsero di nuovo le mani, cordialmente. Andrea pareva lietissimo. Questo Musèllaro gli era caro sopra tutti gli altri amici, per la sua nobile intelligenza, per il suo spirito acuto, per la finezza della sua cultura. – Ruggero, Ludovico, sedete. Giulio, siedi qui. Egli offerse le sigarette, il tè, i liquori. La conversazione si fece vivissima. Ruggero Grimiti e il Barbarisi davano le notizie di Roma, facevano la piccola cronaca. Il fumo saliva nell’aria tingendosi ai raggi quasi orizzontali del sole; le tappezzerie s’armonizzavano in un color caldo e pastoso; l’aroma del tè si mesceva all’odor del tabacco. – T’ho portato un sacco di tè – disse il Musèllaro allo Sperelli – assai migliore di quello che beveva il tuo famoso Kien–Lung. – Ah, ti ricordi, a Londra,

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