Al nostro arrivo trovammo ad attenderci una persona che era stata incaricata di venirci a prendere dall’agenzia viaggi con cui avevamo prenotato. Sarebbe stata la nostra guida e il nostro traduttore, ma ci aveva comunque detto che in tutti i luoghi turistici sarebbe stato possibile comunicare in inglese e, se così non fosse stato, ci avrebbero compreso con i gesti, che sono sempre una lingua universale. Non mi sentivo emozionata né eccitata dal posto che stavamo iniziando a conoscere. Non avevo idea di che cosa avremmo potuto trovare e, per questo, era tutto nuovo per me; mi sentivo spaesata ma, allo stesso tempo, ero decisa ad accettare con entusiasmo qualsiasi situazione che si fosse presentata. Era il viaggio più lungo che avessi mai fatto, e nei giorni precedenti alla partenza avevo

