19 Zanco di Villadeati, 6 agosto 2014 Il paese assomigliava ad un vecchio addormentato sulla cresta di una collina dolce come le campagne che la circondavano. Da un’estremità all’altra le case si susseguivano in due file ordinate lungo i bordi di un’unica strada che sembrava essere stata tracciata esclusivamente per attraversare il centro abitato. Da una parte era chiusa dalla chiesa dedicata a San Giorgio dal cui piazzale, nei giorni limpidi, si poteva ammirare il profilo frastagliato delle Alpi. All’altro capo della strada c’era l’antico stabile del Dazio con la sua pesa, sinonimo di gabelle a cui i contadini erano obbligati dopo aver sottoposto a controllo i prodotti del proprio lavoro. Anche a quelle latitudini, in tempi non troppo lontani, la vita era scandita dal potere della Chie

