CAPITOLO XXVII NEUBERG Dopo mezz’ora raggiunsero il motoscafo dipinto di bianco, che ballava sulle onde come un pezzo di sughero. Nell’imbarcazione non c’era nessuno. Gianni si arrampicò a bordo, e per prima cosa andò a dare un’occhiata al serbatoio, che era vuoto. — Me lo immaginavo – disse. – Gli è mancata la benzina. Deve essere andato a terra con la barca che si rimorchiava dietro, lasciando andar la lancia alla deriva. Che l’importava a lui di mandare in malora la barca di un galantuomo? Ma ormai l’abbiamo preso. Dalla direzione della lancia si vede che si è proprio diretto alla baia dell’Uomo Morto, e ce lo troveremo di sicuro, quant’è vero che mi chiamo Gianni. Prenderemo a rimorchio il motoscafo con la corda dell’ancora. Prenda qui; io rimango a bordo per dirigerlo e lei potrà pr

