Il messaggio di Harry giace lì, abbandonato a se stesso nella chat di un famoso sito di fanfiction: quel “Ma tu sei decisamente più bello” al quale Logan non trova la forza di rispondere per ovvi motivi.
Primo, non può dare in nessun modo corda a Harry e far crescere a dismisura le sue speranze. Secondo, Harry è ovviamente il più bello dei due e non può mentire su questo. Terzo, come può Harry sapere se Logan sia bello o meno? Fino a prova contraria, non ha visto nulla di lui se non gli occhi ed è certo di non avere sue foto sparse per siti porno o simili. La risposta più plausibile è che sia uno dei tanti modi del ragazzo per provarci.
Ma. Logan si sente comunque irrequieto.
È bloccato sulla maledetta scena di ‘How Much I Love You’ che lo sta tenendo incollato al telefono da quelle che devono essere ore. A Ray serve un modo per far capire a Will che ama solo lui e nessun altro, ma le idee che gli vengono in mente sono tutte così scontate e sa che i suoi fan si aspettano qualcosa di assolutamente impensabile e schifosamente romantico.
Ha un blocco.
Ficca il cellulare sotto il cuscino per allontanare i pensieri dalla storia. Sono già le undici di sera ma, quando non sa cosa fare o con chi occupare questi vuoti giornalieri, Tyler è sempre disposto ad ascoltarlo. Anche perché è troppo buono per mandarlo a quel paese. Perciò – e ovviamente – riprende in mano l'apparecchio elettronico e chiama l'amico.
Tyler risponde dopo due squilli.
«Ma guarda chi ha deciso di farsi sentire! Sono... Uh, sono solo le undici. Problemi di ispirazione, Lol?»
«È così ovvio?»
«Sì.»
«Fantastico.» Logan si stropiccia gli occhi. «Che stai facendo?»
«Studiando. Le persone che vanno ancora alle superiori devono farlo, nel caso non lo sapessi.»
«Condoglianze. Io ho già dato.»
«Lo so, lo so. Quindi, perché mi hai chiamato? Oltre ad avere problemi da fanwriter.»
«Deve esserci un motivo, per voler sentire la voce del mio migliore amico?»
Tyler resta in silenzio per un po', poi Logan è quasi certo di vederlo sorridere. «Qualcuno turba i tuoi pensieri.»
«Davvero?! Questa è la prima cosa che ti viene in mente? State tutti complottando contro di me, per caso?»
«Andiamo! Mi dici che un ragazzo carino ti perseguita e pretendi che non pensi subito a lui?»
«Non ti ho mai detto che è carino.»
«Sì che l'hai fatto... I tuoi occhi urlavano “Sono fottutamente cotto di lui” in modo esagerato.»
«Tu stai esagerando!»
«Ok ok, te lo concedo. Perché non usi Harry, per continuare a scrivere? Fallo diventare la tua musa.»
Logan resiste all'impulso di spedire il telefono contro il muro. «Sei scemo?!»
«Molto probabile.»
«Comunque volevo parlare con Tyler Evans, non avere consigli amorosi su un adolescente in tempesta ormonale.»
«È Tyler Evans che ti sta parlando. E adesso ti ricorda che tu sei appena uscito dall'adolescenza, quindi non fare lo spaccone. E per quanto riguarda gli ormoni... Sarebbe una bella cosa se rimettessi in funzione i tuoi.»
«No. Sono in pensione.»
«Patetico.»
Logan ascolta con le sopracciglia aggrottate i rumori dall'altro lato della cornetta. «Si può sapere cosa stai facendo?»
«Niente! Però ho un'altra chiamata. Ci sentiamo domani. Ne fai cinquanta, giusto?»
«Ma quanto sei simpatico! Mi stai sulle palle.»
«Anche tu! Ti voglio bene, Lol!»
«Anche io, Ty. A domani!»
Logan stacca il cellulare dall'orecchio e preme il tasto rosso con un sospiro.
Tyler non gli è servito a sgombrare la mente da tutte le sue distrazioni. Anzi, gli ha ricordato la più invadente tra quelle.
***
«Ma si può sapere che cav—»
«Tranquilla, mamma!» Tyler salta gli ultimi gradini delle scale e si precipita davanti alla porta. «Sono quei miei amici che vengono a stare da noi stanotte.»
La donna solleva un sopracciglio. «E arrivano a quest'ora? Amici normali no, Tyler?»
«Dai, ti piaceranno» dice con un sorriso. Controlla dallo spioncino e cerca di collegare la faccia sfocata che vede con le decine di foto che gli ha mandato Caleb, poi apre.
Viene letteralmente investito da imprecazioni, arti, neve e borse. Tyler finisce quasi con le gambe all'aria mentre quello che deve essere un uragano piomba in casa.
«È assurdo! Due ore di coda! E per poco non tiravamo sotto un cane idiota con istinti suicidi. E tu mi hai anche obbligato a uscire fuori dalla strada per vomitare!» Ok, questo è Caleb. «Ho bisogno di una camomilla!»
Tyler guarda sua madre stringendosi nelle spalle e si avvicina ai due ospiti. «Oh, buonasera anche a voi.»
«Tyler, non è il momento. Questo qui ha avuto crisi di nervi per tutto il viaggio e io ne sto avendo una adesso! Sono felicissimo di conoscerti di persona, ma ho bisogno di sedermi.» Caleb si scrolla la neve dai capelli, si ferma di fronte alla madre di Tyler per una veloce presentazione e chiede di un divano sul quale sedersi per riprendere fiato. La donna rotea esasperata gli occhi e poi conduce il ragazzo in sala.
Un bell'inizio, insomma.
«Ehm, sono un po' agitato.»
Tyler si volta a guardare quello che deve essere Harry. Sembra un angioletto, con i capelli ricci e gli occhi verdi, lucidi per il freddo. Lo guarda con un sorriso caloroso e tende il braccio «È un piacere conoscerti.»
«Anche per me. So che Caleb ti ha parlato di praticamente tutta la mia vita.»
«Non esattamente. Mi ha spiegato i traffici tuoi e di Logan e io ho accettato perché mi ispiravate fiducia.»
Harry ride. «Caleb ti ispirava fiducia?»
«Ok, no. Ho parlato con Logan e, dopo essermi accertato che sei solo uno stalker innocuo, ho deciso di partecipare a questa folle trovata.» Tyler ghigna. «Sei così tanto agitato all'idea di vedere il tuo grande amore?»
«Oddio, no! Tu hai parlato troppo con Caleb!» Harry continua a scuotere la testa mentre si china a raccogliere la roba sparsa per terra. «E non sono uno stalker.»
«Hei, non c'è niente di cui vergognarsi. Anzi, almeno so che non mi avete preso per il culo.»
Harry abbassa lo sguardo. «Non sono agitato per lui. Insomma... Logan mi piace, più o meno. Però… Non lo conosco.»
«Di persona?»
«Già.»
«Tranquillo! Lol abbaia ma non morde. È un tenero cucciolo bisognoso di coccole.»
«Lol?»
Tyler sorride. «È come lo chiamo io. Marchio registrato. Vietato l’uso» spiega, ridendo.
Harry ricambia il sorriso. «È davvero un bel nomignolo.»
Tyler aiuta Harry con una borsa, non facendo domande su tutta la roba che i ragazzi si sono portati per due soli giorni, e lo guida verso le scale. Nel passare davanti al soggiorno, si sporge per cercare Caleb. Sua madre lo fulmina con un'occhiata, da dove è seduta, e muove allusivamente gli occhi per fargli capire che deve portarsi via il ragazzo che si è appropriato del suo divano.
«Vieni su, forza! Vi faccio vedere camera vostra.»
Caleb si toglie quello che deve essere un panno bagnato dalla fronte, e guarda Tyler con occhi minacciosi. «Sto morendo.»
«Smettila di fare il cretino.»
«Tyler James Evans!»
«Sono dimostrazioni di affetto queste, mamma» risponde il ragazzo, sorridendo.
Caleb soffia parole poco gentili e si alza. «Grazie, signora, e scusi per il disturbo.»
«Di niente, ma adesso sparite dalla mia vista.»
I tre ragazzi ridacchiano e, dopo che Tyler ha specificato che suo padre è fuori per lavoro, salutano la donna e salgono le scale per il piano di sopra.
La stanza che è stata preparata per Harry e Caleb è spaziosa, con un letto matrimoniale nel centro. Loro guardano curiosi e stupiti Tyler e lui si stringe nelle spalle. «Era delle mie sorelle. Adesso che una è al college e l'altra già bella che sposata, non la usa più nessuno. Mamma ha sostituito i letti con questo e l'abbiamo trasformata in una sorta di stanza degli ospiti.»
«È bella.»
«Grandiosa!» Harry dice. «Grazie mille, Tyler.»
«Ma di nulla. Sistematevi, andate in bagno e fate quello che volete. Io vado a prendervi qualcosa da mangiare.» Si blocca prima di chiudere la porta. «Vi avviso che nessuno di noi chiuderà occhio senza aver prima escogitato un piano d'azione per domani.»
«Andiamo alla festa, chiudiamo Harry e Logan in uno sgabuzzino e lasciamo che facciano le loro cose, no? Più semplice di così.»
Harry fulmina Caleb con uno sguardo. «No.» Si rivolge a Tyler. «Non preoccuparti per il cibo, ci siamo fermati un po' di volte durante il viaggio. Invece, per quanto riguarda il compleanno di Logan, dobbiamo necessariamente decidere cosa fare.»