“Caspiterina, Kasper, che mani grandi che hai!” mormorò con una vocina sciocca. “Oskar, caro, quanti soldi abbiamo guadagnato oggi in Borsa?” aggiunse, sempre emulando un accento sofisticato, che non era certo il suo. Rise tra sé, ma neanche troppo. Loro due appartenevano a due mondi diversi. Lei umana, lui vampiro; lei con le pezze al culo, lui ricco sfondato; lei una bella donna, lui… Oh, lui sapeva darti orgasmi con lo sguardo, figuriamoci con quel po’ po’ di armamentario che doveva avere nelle mutande! Alla fine, concluse che Klaus fosse il nome più azzeccato perché, tra la barba folta e la dolcezza della voce, le ricordava Babbo Natale. Un paragone al tempo stesso divertente ed eccitante. Così, poco alla volta, si ritrovò a fantasticare su di lui e senza alcun tipo di pudore. Immagi

