CAPITOLO VENTIQUATTRO In Paradiso per il clima, all’Inferno per la compagnia. Mark Twain La Fortezza – Irlanda Ricoperto della cenere dei demoni e incrostato di sangue, per lo più con DNA demoniaco, Dante guardò Keltor, mentre si sfilavano gli occhiali dalla testa. Entrambi ebbero un crollo nervoso e scoppiarono a ridere all’unisono. Solo l’area intorno agli occhi era rimasta pulita. «Che schifo, Dante», disse Keltor, quasi ululando. «Parla per te, irlandese», ribatté Dante. Quando la risata isterica si placò, caddero entrambi a terra e si sdraiarono sull’erba per riprendere fiato. «Porca miseria, Dante. Ti prego, dimmi che ho immaginato quelle mummie-cane che venivano fuori dalla piramide.» «Temo di no, Kelt. Le ho viste anch’io. Una tonnellata di animali era sepolta lì dentro e

