Capitolo 12L’umidità notturna aveva lasciato segni sull’asfalto; sembrava pioggia, mancavano soltanto le pozzanghere. Oltre un certo tratto, i rilievi boscosi si trasformavano in paesaggio arido e brullo. Ultimo segno di vita, la casa con l’insegna Trattoria dei Cacciatori. L’autista che faceva la spola con Selvino guidava sicuro di sé, anche quando un minimo di prudenza sarebbe stata necessaria. Un sorpasso azzardato provocò qualche strizza al maresciallo che sedeva a lato passeggero. “Ve’ non siamo mica a Monza. Anche se tardiamo di qualche minuto...”. Un segno del nervosismo che si faceva sentire anche nei gradi inferiori? Prima Vitale non ci aveva pensato. Ma poteva essere vero. Anche su quel versante il maresciallo sapeva di dover impegnarsi. Per l’immediato contava di parlare a Ma

