Scesi dal treno, stanca morta. Yeon mi osservò finché il treno non si allontanò e scomparve imboccando una galleria buia. Mi accorsi che c'era qualcosa che vibrava nella tasca del mio giubbotto. " Un attimo! Ieri non avevo il giubbotto e il mio cellulare era nella tasca dei miei jeans ed era spento perché scarico ", pensai un momento e fui investita da una folata di pensieri ed emozioni. Era il chiodo di Yeon. Infilai la mano nella tasca della sua giacca e presi il telefono che continuava a vibrare incessantemente. Osservai lo schermo e lessi il nome di Fujiko, così decisi di rispondere. > la voce, nasale ma divertita, di Fujiko esclamò dall'altro capo del telefono. Feci un respiro profondo e dissi tutto ad un fiato : > e senza pensarci riattaccai. Il telefono iniziò a vibrare di nuo

