Looman secretum

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Looman secretum A poca distanza dal collegio dove aveva trovato alloggio Benedetta Castelli, un uomo avvolto in un pesante giaccone di foggia marinaresca guardava con disperazione le proprie mani, colpevoli d’aver incautamente abbandonato, facendolo scivolare nella fuga, il diario nel quale erano appuntati gli anni di ricerche, i fitti colloqui con il capitano Looman, le pagine dove ogni elemento e ogni frase poteva nascondere finalmente la soluzione della Ricerca. Imprecava quella figura imponente, protestando solitariamente contro la sorte, contro la setta di Zadoch, contro tutto ciò che gli capitava sott’occhio quasi fosse responsabile della perdita del voluminoso notes nero. Peter De Witt non si dava pace all’idea di aver perso il segnale tangibile, la memoria scritta di un percorso c

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