re. Orlando si trovava per la terza volta circa nel salotto, quando occorse un incidente. Ella si cullava tuttora nell’illusione di udire i più brillanti epigrammi di questo mondo; di fatto il vecchio generale G. stava semplicemente raccontando, per filo e per segno, come la sua gotta fosse emigrata dalla gamba sinistra alla destra, mentre Mister L. lo interrompeva a ogni persona che egli nominava: «R.? Oh! Conosco Billy R. da un secolo. S.? Il mio più caro amico. Abbiamo passato insieme due settimane nel Yorkshire...». Tanta è la forza dell’illusione, che tutti quanti credevano di ascoltare un vero fuoco di fila di arguzie, e le più penetranti riflessioni sulla vita umana; e l’intero salotto ringalluzziva all’udirle, quand’ecco che la porta si aprì, ed entr un signore piuttosto basso, d

