― Ella Il secondo giorno, capisco di essere trasparente. Non trasparente come il vetro, che si vede ma si attraversa. Trasparente come l'aria, come il vuoto, come qualcuno che non esiste davvero. I domestici mi sfiorano nei corridoi senza vedermi, i loro sguardi che scivolano su di me come se fossi un mobile, un oggetto, un'ombra. La madre di Damian attraversa le stanze senza uno sguardo nella mia direzione, senza una parola, senza un briciolo di riconoscimento della mia esistenza. E Alexei... Alexei mi ignora. Sono seduta nel piccolo salotto attiguo alla sua camera da tre ore ormai. La pendola sulla caminetto ha suonato le dieci, le undici, mezzogiorno. Le mie gambe sono intorpidite dall'immobilità, i miei occhi stanchi di fissare quella porta chiusa. Ha rifiutato di aprire. Sento i

