DODICESIMO CAPITOLO

1809 Parole

DODICESIMO CAPITOLO Il brutto delle sveglie digitali è che non fanno tic. Neppure tac. Mute e impersonali proiettano le loro cifre fluorescenti dal piano del comodino alla retina e amen. La sveglia della nonna sì che faceva del baccano! Un tricchetracche da togliere il sonno. Ferrero, che ha distolto lo sguardo dal soffitto, controlla il quadrante che gli restituisce le cinque e dodici di un rosso luminescente. Fuori è ancora buio. Buio e silenzio. Solo il rullare sincopato della spazzatrice che sale dalla strada. La sente manovrare ad aggirare il cassonetto dell’umido e dare gas, riprendendo a spazzolare l’asfalto. Sicuramente inghiottirà qualche mozzicone e il pacchetto appallottolato di Gauloises gettato via la sera prima. Bonificherà qualche scaracchio. Di certo non laverà via l’amar

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