Novella Terza Frate Rinaldo si giace colla comare; truovalo il marito in camera con lei, e fannogli credere che egli incantava i vermini al figlioccio. Non seppe sì Filostrato parlare oscuro delle cavalle partice, che l'avvedute donne non lo intendessono e alquanto non ne ridessono, sembiante faccendo di rider d'altro. Ma poi che il re conobbe la sua novella finita, ad Elissa impose che ragionasse. La quale, disposta ad ubbidire, incominciò. Piacevoli donne, lo 'ncantar della fantasima d'Emilia m'ha fatto tornare alla memoria una novella d'un'altra incantagione, la quale quantunque così bella non sia come fu quella, per ciò che altra alla nostra materia non me ne occorre al presente, la racconterò. Voi dovete sapere che in Siena fu già un giovane assai leggiadro e d'orrevole famiglia

