- Oh vergine Maria! Cominciò a dire allora la ragazza. Oh vergine Maria! - Chiudetelo in casa stanotte, vostro fratello, come torna. Ma non gli dite che ci sono stato io. Ditegli che è meglio che stia in casa. Diteglielo! - Oh vergine Maria! Oh vergine Maria! Ripeteva Lia colle mani giunte. - Adesso è all’osteria, ma deve passar di qua. Voi aspettatelo sull’uscio, che è meglio per lui. Lia piangeva sottovoce, perché non udisse sua sorella, col viso nelle mani, e don Michele la vedeva piangere, colle pistole sulla pancia e i calzoni dentro gli stivali. - Per me stasera non c’è nessuno che stia inquieto, o che si metta a piangere, comare Lia, ma anch’io sono in pericolo come vostro fratello. Allora, se mi accade qualche disgrazia, pensateci che son venuto ad avvertirvi ed ho arrischiato

