La voce rude del padre lo riscosse dai suoi pensieri tristi. «Posso essere chiaro?» «Certo, e io scuro?» Senza alzare lo sguardo Dex sapeva ciò che stava per fare. «Smettila, papà. Non ti sopporto quando fai così.» «Fare cosa?» grugnì Tony. «Arricciare le labbra a culo di gallina.» «E tu sai tutto sui culi, vero?» Dex inarcò un sopracciglio fissandolo. «Sai, a volte mi domando chi di noi è l’adulto.» Il campanello dell’ascensore suonò e le porte si aprirono su un atrio bianco con il pavimento grigio. «E mi chiedo se hai perso più di qualche rotella. Tutto l’ingranaggio forse.» «Bene. Dimmi tutto.» «Non era quello giusto.» Dex era senza parole. Tony non gli aveva mai detto niente a riguardo. Era vero che non era il tipo da immischiarsi nelle vite dei suoi figli, a meno che non dove

