8 KANE «Aspetta. Faccio il giro e ti faccio scendere.» Le do l’ordine e chiudo velocemente la portiera. Non mi giro a guardare i Valetti, al contrario mi dirigo subito dall’altro lato della macchina per andare a prenderla. Si è calmata un po’, così voglio assicurarmi che rimanga nello stesso stato. Appena apro, scende con eleganza. Le appoggio il palmo dietro la schiena per tenerla sotto controllo, ma anche per guidarla. Faccio dei piccoli movimenti circolari con la mano per rassicurarla mentre, aggirata l’auto, ci troviamo di fronte a Tommy e a suo fratello. Vorrei averle dato anche un giubbotto antiproiettile. È ordinaria amministrazione per me, ora, dopo tutto quello che è successo. È la sola ragione per cui sono vivo. Serro la mascella e cerco di calmare lo sconvolgimento che provo

