11 KANE Mentre salgo le scale la mia preoccupazione cresce. Se restiamo qui, saremo dei bersagli facili, ma, se me ne vado, è la fine. Cerco di non lasciarmi travolgere dal nervosismo. Ho ucciso un uomo oggi e non uno qualunque. Ho già ucciso in passato e non ho mai provato nulla. Erano tutti dei bastardi che meritavano di morire. Ogni volta ho premuto il grilletto e non mi sono mai guardato indietro, se non per accertarmi che non stessero più respirando. Ma oggi ho ucciso un uomo della cui morte potrei pentirmi. Un uomo, la cui perdita farà incazzare Abram. È solo questione di tempo prima che lo scopra. O prima che qualcuno dei Valetti glielo racconti. Magari non loro, ma un tirapiedi della loro famiglia potrebbe portare alla mia sentenza di morte. Tra tutti e due, Petrov e i Valetti,

