Dex. Il suono debole del suo nome chiamato da qualcuno lo svegliò di soprassalto. Si strofinò gli occhi e si sedette prima di ricordarsi dove si trovava. Balzando in piedi, corse verso il letto di Cael e gli si strinse il cuore nel vedere il fratello minore che gli sorrideva. «Ehi, sei sveglio,» constatò, appoggiandogli una mano sulla fronte. «Come ti senti?» «Di merda,» rispose Cael, con voce stridula. «Mi dai un po’ d’acqua?» «Ti do tutta l’acqua che vuoi.» C’era una brocca d’acqua con dei bicchieri di plastica sul tavolino di fianco al letto, e Dex ne versò un po’, porgendo il bicchiere a Cael per poi bloccarsi. «Riesci a tenerlo in mano?» Il giovane alzò gli occhi al cielo e prese il bicchiere. Bene, sembrava proprio che il suo fratellino si sarebbe ripreso. Bevve tutto il bicchie

