«Sloane,» lo avvertì Dex, inarcando la schiena. Non appena finì di pronunciare il suo nome raggiunse l’orgasmo e contrasse i muscoli sotto la sua mano. La stanza era piena della musica proveniente del tablet di Dex e, per un momento, il mondo sembrò perfetto. Poteva chiudere gli occhi e fare finta di trovarsi a casa del collega la settimana prima, come se non fosse successo nulla. Sloane appoggiò la testa sul ventre piatto di Dex, sorridendo tra se e se mentre gli accarezzava i capelli, il respiro che tornava normale. «Rimani?» «Sì.» Sdraiato lì, a godersi le attenzioni di Dex, si sentiva desiderato, importante e accudito, e aveva una disperata urgenza di rispondere “sì” a tutto quello che voleva il suo partner. Ma sapeva che non poteva farlo, non con il suo passato che incombeva su di

