La contessa dominava l'uditorio: ella teneva la testa alta, il sangue le era affluito al volto, e tutto l'amore condensato nel suo cuore per quell'uomo che l'aveva fatta tanto soffrire, le riluceva nello sguardo rivolto verso di lui. Ella continuò: — Il medico che mi curava, riconoscendo in me tutti i segni della morte, aveva constatato il decesso. «Così fui chiusa nella bara, portata al camposanto; ma la tomba che doveva raccogliermi non era ancor pronta, e fui deposta, provvisoriamente, sopra un tavolato nella cappella mortuaria. «Non so quanto tempo rimasi nello stato catalettico; ma tutto ad un tratto mi parve che una voce soffocata pronunziasse il mio nome, sentii una bocca appoggiarsi sulla mia. Quel contatto ruppe per così dire il legame che mi attaccava alla tomba: il mio corpo

