FOREVER YOUNG-4

1962 Parole

Sudo. Non c’è tempo per ragionare. Sono un assassino. Ma non posso pensarci adesso. Torno su. Raccolgo la chitarra e me la piazzo al collo. Corridoio deserto. Rientro in camerino. «Ma ’ndocazzo stavi?» «Al bagno!» Sono un assassino. Ci chiamano. Appena in tempo… Sono un assassino. Arriviamo dietro le quinte mentre Dave Edmunds e i suoi stanno a metà dell’ultimo brano. Traggo di tasca l’accordatore e lo appoggio dentro il pianoforte a coda che è qui di scorta. Nessuno nota il mio gesto. Applausi e voci si abbassano per un po’ ma tornano alti quando entriamo noi. Ho ucciso un uomo. I riflettori sono una sciabolata negli occhi. Sono un assassino. Vorrei tanto Maria! Un abbraccio, un bacio dei suoi, consolatori e trasgressivi… Ma non vedo niente. Quasi non vedo neanche il pubblico. Lo se

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