Capitolo 9 Fabiano Inspirai l’aria fredda della sera, grato di una tregua dal profumo stuzzicante di Leona. Dovetti combattere contro il bisogno di piegarla sul cofano della macchina e affondare dentro di lei fino alle palle. Cazzo, volevo farlo ancora e ancora. Non ero sicuro del perché quelle lentiggini e quegli occhi, azzurro fiordaliso, mi avessero colpito tanto, ma l’avevano fatto, porca puttana. Doveva averlo capito anche lei, dalla mia espressione, perché non era mai stata tanto a disagio in mia compagnia, come poco prima in auto. Passai una mano tra i capelli, ancora umidi dalla doccia che avevo fatto prima di uscire. Avevo preso a pugni e calci quel cazzo di sacco troppo a lungo ed ero quasi arrivato in ritardo al nostro appuntamento. Negli ultimi anni, avevo avuto a che fare p

