Capitolo 32

447 Parole

32 Dusan Pavlović rientra allo Squero di Sacca Fìsola. Ha seguito El Guanza. Ha visto lo scambio degli zainetti, al parco del Redentore. Poi ha pedinato L’Osservatore, tenendosi a debita distanza. Nessuno riesce a scorgere Pavlović, se lui non vuole essere visto. Dal laboratorio artigiano, passa in casa. S’infila in cucina. Mangia il piatto di spaghetti che lo aspettava in frigo. Poi s’attacca ai liquori. Il suo preferito è il rakija. Made in Serbia. Beve seduto su un’ottomana in finta pelle. Roba vecchia, che risale ai primi anni Settanta. Da quando ha rilevato la “Nereo Querin Gondole s.a.s.”, Dusan Pavlović non ha cambiato neppure una virgola. Un altro bicchierino di rakija. Due grossi cetrioli sott’aceto. Con la coda dell’occhio, guarda la finestra. Anche le tende sono degli

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