75 Badalamenti mi guarda con un sorriso a trentadue denti. «La prego, conferisca dottor Fellini», dice. Poi si gira verso il corridoio: «Bonora e Pischedda! Entrate nell’ufficio. Continuate il lavoro principiato dal commissario». Non riesco a scambiare neanche mezza parola con Franco e Nunzio. Seguo il questore, dopo aver chiuso la porta alle mie spalle. «Mi segua», dice Badalamenti, come se non stessi già camminando dietro di lui. Va a finire che le devo pure chiedere scusa…, mormora. «A me? Perché?», gli chiedo. Si volta di scatto: «Perché?! E me lo chiede anche?». Siamo davanti al suo ufficio. Mi fa passare per primo, poi entra pure lui e chiude la porta. Attendo in piedi. Badalamenti indica le sedie e la poltrona dietro la scrivania: «Ma che cosa stiamo a fare in piedi? Mett

