XV Era calato il crepuscolo - il malinconico crepuscolo di novembre - allorchè Luisa uscì dal cancello del Vicariato e si affrettò versola Loggia delle Acacie, attarversando i prati umidi e le campestri viottole deserte. Non aveva voluto che la signora Yule l'accompagnasse né che la facesse accompagnare. Aveva bisogno d'essere sola; sola a guardare in faccia la sua felicità, sola con la sua nuova divina estasi di gratitudine! Ah! finiti, finiti i giorni di martirio, le notti d'incubo e di terrore! A Luisa pareva di uscire da una negra caverna in cui giacessero uccisi i fantastici Mostri che l'avevano straziata: la Vergogna dal volto fiammante, e l'Orrore che le aveva conficcato gli artigli nelle carni, e la Pazzia frenetica e ghignante... Libera, redimita, rinnovata, ella usciva con pa

