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1«Il primo amore lascia segni per tutta la vita.» Nicholas Sparks Mi stupisce ancora pensare a quanto la strada della vita possa essere sorprendente e condurti su sentieri che non avresti mai immaginato. Un bel giorno, ci si può svegliare e si può perdere tutto ciò che si dà per scontato, causando cambiamenti che non immagineremmo mai di dover affrontare, provocando disturbi simili a quelli forniti dai disastri naturali, come essere sorpresi da una tempesta di sabbia in mezzo al deserto, da un vento improvviso durante un’escursione in barca o come quando la pioggia cade intensa, riempiendo le strade e diffondendo il caos. Come la morte. Mi guardo indietro e ricordo un tempo in cui tutto era molto diverso. Così semplice, così innocente. Dove non c’era dolore o paura. Erano anni in cui vivevo una vita perfetta, quasi una favola. Avrei dovuto sapere che la perfezione non esiste e che, a un certo punto, la vita avrebbe voluto il prezzo per la felicità. Si fa sempre pagare. Mentre chiudo gli occhi, lascio uscire un sospiro e sento chiaramente il profumo dei fiori che mi circondavano in passato e sono trasportata in un tempo in cui tutto ciò che avevo, era la speranza e l’aspettativa di un futuro promettente e felice. Quello che non sapevo è che nella vita tutto cambia. Anche ciò che ci dà felicità. Vivere mi ha insegnato che per essere felici bisogna percorrere una lunga strada ed essere pronti ad accettare i cambiamenti che il destino ci riserva. Il primo giorno di primavera è sempre stato il mio giorno preferito. Era incredibile come le giornate, prima fredde e nuvolose, si trasformavano in splendide mattine di sole e i raggi dorati sembravano toccare la pelle, riscaldare il corpo e avvolgerci con il delizioso profumo dei fiori. Inoltre, non mancava molto al mio compleanno. Diciassette anni. Stentavo a credere che quel giorno stesse arrivando. Ricordavo ancora quando avevo 12 anni e pensavo che a diciassette sarei stata già una donna esperta. Che sciocchezza. Ancora davanti allo specchio, osservai attentamente il mio riflesso. I miei lunghi capelli lisci erano sciolti e cadevano sulla mia schiena. Presto, con l’arrivo delle vacanze estive, i capelli sarebbero diventati molto chiari per il tempo passato al sole. Indossavo un vestito verde chiaro, un regalo di mia nonna Ruth. Era bellissimo, con maniche corte, una scollatura quadrata e così bassa che, secondo lei, potevo già indossarlo. Si adattava perfettamente al mio corpo, ma non molto, e capii che non ero più una ragazza come prima. Quando il mio seno era diventato così grande? Mentre portavo le mani intorno alla vita, mi girai da un lato all’altro, guardandomi allo specchio. I sandali, della stessa tonalità del vestito, facevano sembrare le mie gambe incredibilmente lunghe. Sono stata iperprotetta e cresciuta con rigore. Mio padre, un uomo all’antica, non mi permetteva di truccarmi né di indossare abiti provocanti, il che giustificava la mia sorpresa nel vedermi, per la prima volta, come una ragazza adulta che si guardava allo specchio. Finalmente, secondo papà, a quasi diciassette anni ero abbastanza grande da truccarmi leggermente. Questo pensiero mi fece sorridere tenendo in mano il rossetto rosa che avevo comprato per l’occasione. Dopo aver colorato con cura le mie labbra, le premetti l’una contro l’altra per stendere il rossetto. Quando fui pronta, mi guardai ancora una volta allo specchio, sentendomi come se mi si stesse aprendo un nuovo mondo. Mi sentivo bella, come mai prima. Soddisfatta del mio aspetto, lasciai finalmente la stanza e mi diressi verso le scale, da dove potevo già sentire la musica. I miei genitori stavano offrendo la tradizionale festa d’inizio primavera e sarebbe stata presente gran parte del vicinato. Vivevamo in una fattoria, in una grande casa a due piani con un bel giardino, che era lo scenario delle feste che amavano dare. Con attenzione, scesi le scale cercando di controllare il leggero tremore del mio corpo. Mi sentivo molto ansiosa, oltre a provare un’altra sensazione che mi brulicava dentro e che non sapevo esprimere a parole... come se quello fosse veramente un giorno speciale... uno di quelli che cambia la vita. Attraversai la stanza tranquilla e seguii il corridoio che conduceva alla porta sul retro. Sapevo che erano tutti lì. Probabilmente papà stava vicino al barbecue a parlare con i suoi amici, mentre mamma si faceva strada da un tavolo all’altro salutando le donne e sorridendo e giocando con i bambini. Attraversai la grande cucina e trovai Pipa, la nostra cuoca da molti anni e una persona molto cara alla nostra famiglia. «Ragazza mia, sei bellissima!» esclamò e sorrise, tenendomi la mano e facendomi girare per potermi ammirare. «Grazie, Pipa,» risposi, passando le mani sulla gonna del vestito e fermandomi davanti a lei. «I tuoi amici sono già arrivati. Esci!» disse, spingendomi leggermente verso la porta del giardino. Come varcai la porta, mi guardai intorno, notando alcuni sguardi su di me. Sorrisi quando mi sentii notata per la prima volta. Feci qualche passo e cominciai a salutare gli ospiti, finché non vidi Paula dall’altra parte del giardino. Mi salutò ed io le sorrisi, facendole un cenno con la testa in modo che sapesse dove l’avrei trovata. Paula era la mia migliore amica ed era entusiasta della festa. Suo fratello, uno studente dell’Accademia Navale, aveva ottenuto qualche giorno di vacanza e aveva invitato un amico a trascorrere un po’ di tempo a casa sua. Paula aveva parlato del ragazzo per le ultime tre settimane ed era sicura di poterlo conquistare. Io ridevo ascoltando le sue fantasticherie e immaginando che un ragazzo di 21 anni non sarebbe mai stato interessato a giovani donne come noi. Camminai per il giardino, fermandomi un momento a baciare zia Flora, la sorella di mia madre, che non vedevo da molto tempo. Mentre mi scusavo e iniziavo a camminare, sentii una strana vibrazione nell’aria, un fastidio alla nuca come se qualcuno mi stesse osservando di continuo. Ed era proprio così. Non dimenticherò mai la prima volta che lo vidi. Era molto alto. Capelli castani e corti, stile militare. La sua pelle era scura e i suoi occhi erano i più blu che avessi mai visto. Non sapevo chi fosse, non l’avevo mai visto prima, ma quando i nostri sguardi s’incrociarono, qualcosa cambiò. Qualcosa d’inevitabile e irreversibile. Ero proprio in mezzo al giardino della casa dei miei genitori, a guardare l’uomo più bello che avessi mai visto, sentendo le mie gambe tremare e il mio cuore battere sempre più forte. Fu lì, in quel momento, nel primo giorno di primavera, quando stavo passando dall’essere ragazza a diventare donna, che m’innamorai perdutamente e a prima vista del bellissimo uomo dagli occhi blu che avrebbe cambiato tutta la mia vita.
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