CAPITOLO XXXII — Le lettere che Havelock mi faceva vedere – disse d**k, mentre tornavano in città – erano scritte da lui stesso, naturalmente. Me ne accorsi una mattina in cui mi fece vedere un biglietto che diceva di aver ricevuto dal Cairo. Il biglietto era scritto con inchiostro verde, ed egli aveva le dita leggermente macchiate d'inchiostro verde. Ma sapevo già da molto tempo che egli era profondamente implicato in questo misterioso affare. — Ma come ha fatto Cawler a riconoscere suo fratello in quel gigantesco idiota? Ecco una cosa che non riesco a capire. — Forse sospettava già da tempo – disse d**k, dopo un momento di riflessione. – Cawler non è un cattivo ragazzo, e io non ho intenzione di ripetere ciò che mi ha raccontato sull'uso scientifico da lui fatto di una certa spranga d
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