4.Quando i tre apparvero nell’androne scarsamente illuminato dell’Albergo delle Tre Rose, subito un uomo alto e robusto, col cappello grigio in testa, il pastrano abbottonato e un pesante bastone nella destra, si mosse dal fondo della hall verso la vetrata e l’aprí. Li attendeva. “Buona sera, De Vincenzi.” “Buona sera, Bianchi.” Il commissario Bianchi strinse la mano al collega e a Sani, salutò con un cenno il brigadiere. De Vincenzi avanzò nella hall. Era deserta. Sulla porta di passaggio alla sala da pranzo stava ritto un agente in borghese e altri due ai piedi dello scalone. Dietro i vetri della sala da pranzo si scorgeva qualche volto attento, il brillar di occhi accesi, i riflessi biondi di una capigliatura femminile. Ma non un fiato veniva da lí dentro. Qualcuno scendeva, invece,

