4.
Pensa alle ombre che stringi
dentro un abbraccio.
Ero tornato da lavoro da pochi minuti e sembrava che in casa ci fosse silenzio. Ripensavo all' incontro della sera prima, e mi chiedevo come avessi fatto a vincere, quando stavo per arrendermi proprio alla fine.
Pensavo che, forse, avrei dovuto mollare questo sport, magari non fossi adatto a svolgerlo per la mia scarsa corporatura. Per quanto potessi avere forza nelle braccia, le mie gambe tendevano a cedere.
" Mirko hai sentito Milena? " Domandò Mario.
" Quando la chiami Milena è perché avete litigato. No, comunque! Che è successo? " Domandai mentre toglievo la maglia.
" Odio quando non mi ascolta e fa di testa sua! Non è nemmeno tornata a casa, non so se sia da Cecilia, o da qualche sua amica. Speravo fosse con te, sinceramente.. " Mormorò con tono preoccupato guardando attorno alla mia stanza.
Continuava a togliere la pellicina attorno alle unghie, nervosamente.
" Ti avevo detto che oggi finivo tardi a lavoro, non poteva essere con me! Provo a chiamarla se ti va, magari vado a riprenderla. " Scrollai le spalle, prendendo il mio zaino e cercando il cellulare fra le varie cianfrusaglie nella tasca.
Mario rimase fermo lì, osservandomi mentre avviavo la chiamata. Squillò un paio di volte e poi partì la segreteria.
Riprovai ancora una volta.
Segreteria.
" Cazzo! Appena risponde gliene dico quattro! " Esclamò lui, rabbioso.
" Mario le parlo io, non trattarla sempre di merda! Chiediti perché ha certi comportamenti con te, se fai così.. " Sbuffai, rimettendo la maglia e uscendo dalla mia camera.
Mario non mi rispose, borbottò fra se, chiudendosi in camera sua.
Milla:
Mirko sono in un B&b, non voglio
vedere Mario.
Mi raggiungi?
Risposi con un ' ok ', e recuperando le cose necessarie, uscì di casa.
Tu:
In quale b&b sei?
Milla mi mandò la via e mi diressi a piedi verso il posto. Non distava molto dalla mia zona.
Ero parecchio stanco, volevo farmi una doccia calda e risposarmi, ma, evidentemente, dovevo sistemare le cose per gli altri.
Ma nessuno correva per me quando ne avevo più bisogno.
***
Entrai e le mie narici vennero accolte da un profumo di lavanda, non forte, ma delicato e quasi mi parve di essere a casa di mia nonna, quando la domenica, insieme a mia madre e a mio fratello, andavamo da lei per passarla tutti in famiglia, con cugini, zii..
Sorrisi a quel ricordo.
Mi guardai intorno per vedere se ci fosse qualcuno a cui chiedere informazioni, ma il silenzio regnava sovrano in quel momento. E se avessi sbagliato?
" Dove è messo.. mamma mia.. "
Una voce femminile catturò la mia attenzione. Non era nuova, era come se già l'avessi sentita..
Mi voltai e vidi una ragazza poco più bassa di Milla dietro il bancone, mettere in disordine le scartoffie davanti a lei. Sorrisi. Non mi aveva notato.
Schiarì la voce e lei alzò lo sguardo verso di me, restando in silenzio, ed anche io. La guardai negli occhi, sul viso, e sentii dei brividi percorrere la schiena, quasi fosse una sorta di adrenalina. Scossi la testa e mi avvicinai.
" Ho bisogno di un' informazione.. " Borbottai. " Sto cercando Milena Molinari, o Milla.. " Continuai io.
Si guardò intorno come se stesse cercando qualcosa come risposta, o qualcuno.
E se non lavorasse lì e stesse facendo la ladra?
Quando stavo per aprire bocca per chiedergli altro, parlò:
" Mi dia un attimo che controllo.. "
Afferrò un quaderno e guardò fra le prenotazioni. Allungai lo sguardo e, quando alzò il suo, mi voltai.
" Si.. vuole che la chiami? " Mi chiese.
Scossi la testa. " E' mia amica mi sta aspettando, sa che sono qui. "
" Si, però non posso darle la chiave, ne il numero della stanza in cui si trova. Chi me lo dice che lei la conosca davvero? "
Mi accigliai inizialmente. Il suo tono di voce cambiò, sembrò diventare arrogante. Mi scappò un sorriso.
" Crede che io possa essere un maniaco? " Chiesi, appoggiandomi sul bancone, avvicinandomi.
Avevo il suo sguardo addosso, gli occhi incollati ai miei.
" Si. Si, hai.. ha la faccia di uno poco di buono. Mi dispiace ma non posso darle informazioni. " Ebbe un sussulto, si tirò un po' più indietro, ed io continuai divertito.
" Mi stavi dando del tu.. "
" Lei me lo ha dato, adesso. "
Ragazza dalla risposta pronta, mi intrigava..
La voce di Milla in corridoio interruppe la nostra conversazione. Mi rimisi dritto, e mi voltai verso di lei, mentre la ragazza dietro di me tornò con lo sguardo basso sui fogli.
" Pensavo non arrivassi più.. " Si avvicinò a me a passi svelti, abbracciandomi. Poggiai le mani sui suoi fianchi e le lasciai un bacio sulla fronte.
" E' con me. " Disse con tono acido alla riccia dietro di noi.
Chiuse appena le palpebre.
" Ha pagato solo per una persona, non posso farlo entrare. " Un ghigno si formò sulle sue labbra. Anche dispettosa!
" La signora di prima mi ha detto che.. "
Interruppi Milla.
" Quanto di devo? " Chiesi io.
" 30 € "
Presi i soldi dal portafoglio e li porsi alla ragazza, che subito mise nella cassa. Poi ci guardò con un sorriso soddisfatto:
" Buona serata! "
Milla non rispose, iniziò a camminare tenendomi per mano. Guardai quella ragazza ancora una volta, e lei guardò me, le strizzai l'occhio, riuscendo a notare un imbarazzo sul suo volto. Abbassò lo sguardo finché non sparì nella camera con Milla.
***
Era seduta a cavalcioni su di me. Muoveva il bacino contro il mio mentre lasciava dei baci sul mio collo, passando sul viso.
Chiusi gli occhi e mi lasciai perdere in quel momento. Dentro di me lo desideravo, lo volevo. Eravamo su un letto, lontano da tutti, soltanto io e lei.
" Sai che sei l'unico che non mi abbandona mai? " Mormorò fra un bacio e l'altro.
Sorrisi e la strinsi a me, accarezzando i suoi capelli. Iniziò a spogliarsi, alludendo già a come avrebbe proseguito la serata. Poi sbottonò i miei jeans, mettendo la mano dentro i boxer.
Respirai stringendomi a lei.
" Milla.. "
Iniziò a muovere la mano baciandomi sul collo, ed io feci lo stesso con lei, scostando le sue mutandine. Le mie dita erano dentro di lei, le muovevo velocemente. L'aria nella stanza era riempita dai suoi gemiti, dallo schiocco dei baci sulle labbra.
I suoi occhi nei miei, il suo corpo sudato e scosso dai fremiti.
" Facciamolo Mirko.. " Sussurrò eccitata.
" Milla non ho i preservativi.. "
" Sai che prendo le pillole, quando mai hai usato i preservativi con me? " Domandò stranendosi dalla mia risposta.
" Nelle ultime volte li ho usati, non ricordi? "
" Ti prego.. Ho bisogno di te.. " Insistette lei.
Annuii e la misi sul letto, e sistemandomi per entrare dentro di lei. Iniziai a baciarla nuovamente ed entrai.
Ansimò ed io iniziai a spingermi.
Non capivo perché sentissi il bisogno che quel rapporto finisse subito. Non riuscivo a concentrarmi, e pensavo agli occhi di quella ragazza di prima.
" Mirko.. Più veloce.. "
L'accontentai, aumentando le spinte.
" Mirko! " Urlò lei stretta a me.
Mi fermai.
Milla mi guardò prendendo dei lunghi respiri, le sopracciglia aggrottate.
" Non ti è piaciuto? Sei strano.. "
La guardai. " Si, certo che si. "
" Non sei venuto, Mirko! Mi prendi in giro? " Si mise a sedere sul letto.
" Milla sono stanco, per favore. "
" Sei un fottuto stronzo anche tu! Mi scopi e poi nemmeno vieni! "
" Milla smettila! " Esclamai infastidito dai suoi toni.
" Non la smetto, invece! " Continuò.
Mi alzai dal letto e recuperai i miei vestiti. Dopo essermi preparato, afferrai il cellulare:
" Dove stai andando? " Mi domandò.
" Torno a casa. Sono corso qui da te, mi tratti di merda, che cazzo vuoi? Nessuno pensa mai se Mirko è stanco, o se Mirko ha un fottutissimo problema! " Alzai la voce, pentendomi subito dopo. Scossi la testa. " Chiama Mario e digli che stai bene. Ci vediamo. "
" Mirko! " Urlò lei.
Chiusi la porta alle mie spalle e mi avviai verso l'uscita del b&b.
Guardai verso il bancone e la sua figura era stata sostituita da una signora di mezza età, impegnata a finire la settimana egnimistica.
" Buona serata. " Dissi io uscendo da lì.
Ecco dove avessi sentito quella voce: era la ragazza a cui ero andato addosso l'altra sera!