Circo equestreDa bambino, Soames andava pazzo per i circhi equestri. La mania gli era passata da un pezzo, e li considerava ora poco meno di un abominio. Tutto ciò ch’era spettacolo pubblico – giubilei, processioni, caroselli storici, Olympia, Wembley ecc. – gli era cordialmente antipatico. Non poteva soffrire la vista di una gran massa di gente a bocca aperta. Mascherate e costumi erano per lui un sintomo di deficienza di mente, e l’eccitazione collettiva di una folla una stranezza che urtava profondamente il suo riservato individualismo. Pur non essendo troppo portato alle discipline storiche, arrivava a capire che le nazioni che indulgevano troppo in questi spettacoli coreografici erano nazioni più o meno in decadenza. I funerali della Regina Vittoria gli avevano fatto, per la verità, u

