Capitolo Diciannove Per qualche secondo, il gelido terrore tenne Mia completamente immobile, incapace di pensare o reagire. Proprio come un cervo davanti ai fari accesi, notò una parte del suo cervello con inquietante divertimento. Le sue gambe erano deboli e pesanti, come se stesse camminando sulle sabbie mobili, e i suoi occhi socchiusi potevano vedere solamente l’arma letale puntata contro di lei. Poi, un’ondata di adrenalina l’attraversò, schiarendole le idee e inviando la frequenza cardiaca alle stelle. Se non avesse fatto qualcosa, sarebbe morta, pensò Mia con lucidità. Korum era troppo lontano per aiutarla, se avesse urlato; il proiettile l’avrebbe raggiunta ben prima che lui avesse potuto avvicinarsi alla casa. "Mani in alto, troia" ordinò Leslie, con i delicati lineamenti conto

