« E va bene! Ci vado». In realtà tese la mano alla suocera con la dignità di una marchesa, dicendo: « Mi voglia scusare, signora». Poi risalì in camera, si gettò bocconi sul letto e pianse come una bambina, con la testa affondata nel guanciale. Si erano accordati, lei e Rodolphe, nel senso che, se fosse accaduto qualcosa di insolito, Emma avrebbe attaccato a una persiana un foglio di carta bianca; in tal caso, trovandosi a Yonville, egli sarebbe accorso nel viottolo dietro la casa. Emma fece il segnale convenuto. Trascorsero tre quarti d'ora, e per un attimo scorse Rodolphe all'angolo del mercato. Fu tentata di aprire la finestra e di chiamarlo, ma era già scomparso. Ricadde a sedere disperata. Quasi subito le sembrò di sentire un passo sul marciapiede. Era lui, di certo; scese le sca

