Spesso, durante la corsa, si vedeva il cappello del disgraziato entrare all'improvviso dal finestrino della diligenza, mentre il suo proprietario si teneva aggrappato con un braccio al veicolo, in equilibrio sul predellino, fra gli schizzi di fango delle ruote. La voce di lui, dapprincipio debole e belante, diveniva acuta. Si trascinava nella notte, come il confuso lamento di una indefinibile angoscia, attraverso il tinnire della sonagliera, il mormorio degli alberi, e il rotolio cupo della diligenza, e aveva qualcosa di remoto che sconvolgeva Emma. Questo suono le scendeva in fondo all'anima come un turbine in un abisso e la trasportava negli spazi di una malinconia senza limiti. Ma Hivert, che si accorgeva subito del veicolo sbilanciato, allungava al cieco violenti colpi di frusta. La sf

