" Ecco una stanza da pranzo come piacerebbe anche a me averne una" pensava Emma. Il notaio entrò, stringendosi contro il corpo, con il braccio sinistro, la veste da camera a disegni di palme, mentre toglieva, e subito rimetteva in capo con l'altro, la papalina di velluto marrone, pretenziosamente posata di sghimbescio sul lato destro della testa, ove ricadevano le estremità di tre ciocche bionde che, partendo dall'occipite, gli circondavano il cranio calvo. Dopo averle offerto una sedia, sedette a sua volta per fare colazione, scusandosi molto per la mancanza di riguardo. « Signore,» disse Emma « vorrei pregarla…» « Di cosa signora? L'ascolto.» Emma cominciò ad esporgli la situazione. Il dottor Guillaumin già la conosceva, essendo nascostamente legato al mercante di stoffe, dal quale

