Chapter 5

564 Parole
Continente Atlantideo – Regno di Avalon, Città di Atalon - Palazzo del Governo – Giorno di Sin, 19 Addaru 8498 a.C. - “Elyarko ed il Gran Maestro Ekenato” Dopo essere stato passato al vaglio di molti segretari, Elyarko venne ammesso alla presenza di Ekenato, il Gran Maestro del Consiglio dei Trentatré. «Mi si dice che avresti importanti cose da riferirmi... dunque, parla!» L’apostrofò il vecchio seduto sul suo scranno rivestito di pelle. «Sì, Onorevole Gran Maestro, è così» rispose Elyarko che dopo riferì quanto appreso da Ziusudra. «Dunque, Ziusudra sta perseverando nel suo folle progetto!» Esclamò il Gran Maestro, un poco stizzito per quel che avevano udito le proprie orecchie. «Sì, ma c’è di mezzo la Dea e...» non poté finire il proprio discorso ché venne, subito, zittito da un cenno della mano di Ekenato. Il Gran Maestro del Consiglio dei Trentatré s’alzò, fece il giro della scrivania e, preso sottobraccio Elyarko, cominciò un lungo discorso. La cosa avveniva passeggiando, su e giù, lungo la grande stanza delle udienze. «Si dice che il Dio Shamash conceda agli uomini la sapienza attraverso la “divinazione”. Il Dio si serve come intermediario sia del suono sia della freccia. Il suono allude alla parola e la freccia allude all’occhiata mediante la quale il Dio trasmette la sapienza direttamente. Per questo la parola dell’oracolo - che dice e non dice - ha bisogno di un interprete qualificato. Non saprei dirti se Ziusudra lo sia o meno. La potenza della visione è, spesso, superiore a quella della parola.» Il Gran Maestro si fermò un poco per prendere fiato e Elyarko ne profittò per porre una domanda. «Ammesso che l’operato di Ziusudra sia il frutto della paura che incombe su tutti noi, un fatto è ormai, certo: il nostro amato Continente Atlantideo viene continuamente smosso dal fondo. Non sarebbe il caso di abbandonarlo per cercarne un altro dove stabilirsi?» «La mente di Ziusudra è senz’altro sconvolta dal terrore. Ad un uomo assennato spetterebbe il ricordare le cose dette, nel sogno o nel dormiveglia, dalla natura divinatrice. Gli spetterebbe, anche, di riflettere su di esse ed il discernere, quindi, con il ragionamento, tutte le visioni allora contemplate, il vedere da dove quelle cose ricevano un significato ed a chi indichino un male oppure un bene, futuro, passato o presente che sia. Queste cose, Ziusudra non le ha fatte: non credo che la Dea sia apparsa a quell’uomo!» «Ma Ziusudra sta costruendo una grandissima imbarcazione. Egli sta spendendo le risorse sue e dell’intera famiglia, massacrandosi di lavoro da mane a sera» eccepì Elyarko, difendendo l’amico, con enfasi. «Ognuno può gettare le proprie risorse, e le fatiche dei suoi, come crede. Non deve, tuttavia, dare il cattivo esempio. Ziusudra è pazzo: rappresenta un pericolo per tutti noi!» «Perché dite questo, Eccellentissimo Gran Maestro? » «Ti rispondo con alcune domande. Cosa accadrebbe se tutti facessero come Ziusudra? Se tutti, presi dal panico, abbandonassero il nostro Paese?» Ekenato fece una pausa ad effetto per dar modo alle proprie domande di lavorare nel cervello di Elyarko. Proseguì, dopo, con una’altra serie di quesiti: «...e per andar dove? Allo sbaraglio! Trovando genti ostili da combattere perché intesi come aggressori?» quindi concluse: «... sarebbe il caos. I Trentatré, con me, hanno deciso che dev’essere evitato ad ogni costo. Ecco perché ti faccio divieto di lasciare il Regno di Avalon» concluse il Gran Maestro, congedandolo.
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