I.-1

2006 Parole

I. Il ministro parlava da un'ora. Non era un oratore: gli mancavano la foga e l'eleganza. Era piuttosto un parlatore modesto, colui che non ricerca verun effetto di eloquenza politica e dice le cose precisamente, nell'ordine logico, matematico, con cui si presentano in un cervello quadrato e solido. Il discorso era, com'è naturale, irto di numeri, una sfilata interminabile di cifre: egli le pronunziava con una certa lentezza, quasi volesse farle apprezzare ad amici e nemici. La voce era un po' molle, troppo familiare forse, ma nel silenzio si effondeva con chiarezza: pareva di assistere a una seduta di consiglio amministrativo: l'intonazione parlamentare mancava affatto. Il ministro, ogni tanto, s'interrompeva, per soffiarsi il naso, con un grande fazzoletto di seta, a scacchi rossi e n

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