CAPITOLO QUARANTA Godfrey galoppava lungo l’interminabile strada che stava percorrendo ormai da quando era calata la notte, affannato e ansimante, guardandosi alle spalle per vedere se vi fossero segni dei McCloud. Li scorgeva, come aveva fatto per l’intero viaggio: sollevavano un’immensa nuvola di polvere all’orizzonte; non si trovavano che a mezz’ora di cammino da lui. Godfrey deglutì e spronò il cavallo ad aumentare l’andatura. Godfrey sapeva che non c’era spazio per errori mentre galoppava, più esausto di quanto si fosse mai sentito in vita sua, lo stordimento dell’alcool ormai dissipate e la sensazione di poter essere messo in ginocchio in ogni istante. Stava anche sudando, troppo fuori forma. Le gocce di sudore gli scendevano negli occhi che gli bruciavano. Di fronte a lui si trova

