OGGI SI FANNO GIUSTIZIA
Finalmente, il direttore accolse la richiesta di Donato, dopo tutto quello che era successo a Noah mentre era sotto la sua custodia.
Accettò di lasciare che picchiassero Mateo come aveva picchiato Noah, così da poter vendicare la vita di quel povero angioletto e tutto il male che aveva fatto a Maite.
Il direttore disse loro che potevano andare giovedì sera, dopo mezzanotte, e che le sue guardie di sicurezza, i suoi uomini di fiducia, li avrebbero aspettati. Avrebbero potuto avvicinarsi alla prigione e sarebbero dovuti entrare dal retro.
Donato li informò, e Marcos, Noah e Nicolás, che si erano allenati a pugilato in palestra per tutta la settimana, si allenarono per quella sera.
Trascorsero altro tempo insieme e i tre stavano diventando ottimi amici, insieme agli amici di Noah.
Noah li presentò, dato che avevano tutti la stessa età e si stavano conoscendo.
Si allenarono e finalmente arrivò giovedì sera.
Le ragazze restano a fare compagnia a Maite, dato che non ci saranno e non sanno a che ora torneranno. Così le ragazze restano a casa di Maite, tenendole compagnia.
Marcos, insieme a suo padre, va a prendere Nicolás e poi va a prendere Noah e Donato per andare insieme al penitenziario.
Arrivano, entravano dal retro come indicato dal direttore e venivano accolti da due guardie.
Vengono mostrati loro dove parcheggiare, scendere e camminare con le guardie.
Noah sente un brivido mentre scende dall'auto, sentendosi a disagio all'idea di tornare in quel luogo triste.
Donato prova qualcosa di simile a suo figlio.
Vengono portati in uno dei magazzini e, entrando, trovano tre guardie in piedi.
Il direttore li informa che non vuole abusi, che tutto sarebbe stato molto moderato, e loro acconsentono.
Arriva il direttore, seguito da una guardia con Mateo ammanettato e incappucciato.
Gli dicono che il cappuccio non è necessario perché vogliono vedere la sua faccia, e rispondono:
"Oh, pensavo che sarebbe stato anonimo, che non volessi parlare."
"No, no, non abbiamo nessun problema", dice Noah, togliendosi il cappuccio. Il direttore chiede:
"Cosa ci fai qui?"
"Siamo venuti per parlarti e salutarti", dice Noah, sorridendo e guardandolo negli occhi.
Chiede loro di togliere anche le manette, e le guardie lo fanno.
Si trova all'interno di un triangolo; Nicolás è in un punto, Marcos in un altro e Noah nell'altro ancora.
Mateo guarda il direttore.
"Non puoi farlo, è illegale", dice, e mentre protesta, riceve un duro colpo.
Marcos sferra il primo pugno.
"Ti farò causa!" grida Mateo, furioso.
"Noah", dice, colpendolo. "Nessuno ha visto niente?" chiede. "Qualcuno ha visto niente?" le guardie scuotono la testa.
Seguono altri pugni, uno dopo l'altro. "Questo è per Maite e mio figlio", dice Noah, colpendolo forte, scatenando la sua rabbia.
Marcos lo colpisce di nuovo e dice: "Questo è per mia sorella, mio nipote e mio cognato", e lo colpisce ancora. Poi colpisce Nic.
"E tu chi sei?" chiede Mateo.
"Tutti questi pugni sono per Valentina, l'amica di mia sorella, per Maite e il suo bambino, per Patricia, e nel caso in cui tu abbia fatto male a qualcun altro."
Mateo urlava tra i colpi che riceveva, dicendo che era ingiusto e che si sarebbe lamentato. Quando si stancarono di colpirlo, lo lasciarono a terra, e il padre di Maite si avvicinò. Era a terra e Mateo gli diede un forte calcio nello stomaco, dicendo:
"Questo è per mia figlia e mio nipote. Ti lamenti che sia ingiusto, ma quello che hai fatto, è stato giusto?
Hai ucciso mio nipote, un essere indifeso. È giusto?"
"Sì", urlò sorridendo, e in quel preciso istante ricevette altri colpi.
Guarda Donato.
"Mi picchi anche tu?"
"No", risponde Donato, "penso che la vita ti darà i colpi che potrei mai darti, e faranno più male di un calcio."
"La vita stessa penserà a colpirti", gli disse Donato.
Poi saluta il direttore, lo ringrazia e consegna una busta a ciascuna delle guardie presenti.
Fa lo stesso per il direttore, la cui busta era ovviamente molto più grande di quelle ricevute dalle guardie. Si salutano e tutti e cinque tornano a casa.
Lasciano Donato e Jorge a casa, e tutti e tre escono a bere una birra e a festeggiare sentendosi molto meglio.
Rimangono a parlare di come le ragazze si stanno prendendo cura di Maite.
Portano Noah a casa, lasciano Nic e Marcos torna a casa.
Donato chiama il direttore per ringraziarlo.
— Si vede che sono bravi ragazzi. Altri al loro posto sarebbero venuti con vari strumenti per torturarlo, ma puoi vedere che questi tre sono bravi ragazzi. Non hanno fatto altro che vendicare a pugni tutto il male che Mateo ha fatto loro. Ma puoi stare tranquillo, perché come dici tu, la vita penserà a colpirlo duramente, e sta già ricevendo abbastanza colpi in prigione. Quando tutti i detenuti hanno scoperto che era stato lui a fare del male a Noah, a uccidere suo figlio e a maltrattare sua moglie, gli hanno giurato vendetta. Amavano molto Noah e gli hanno già detto che gli faranno pagare tutto quello che ha fatto a Noah e alla sua famiglia. Sono il tipo di persone che cercano vendetta.
Non uccidono le persone; al contrario, cercano di torturarle e farle soffrire.
Quindi Mateo subirà diverse punizioni per mano dei suoi stessi compagni.