Capitolo 33

675 Parole

33 Le otto e quarantacinque del mattino seguente. Il mercoledì delle ceneri. La donna era sola, immersa nel silenzio della lussuosa casa, attigua alla fabbrica. Il rumore dei suoi movimenti, del toccare oggetti, rimbombava nel salone. Fumava e si torturava involontariamente le pellicine delle unghie, fresche di manicure. Quando se ne accorse fece uno scatto, stizzita. Cambiò l’acqua a un vaso di fiori recisi. Controllò le orchidee. Notò che alcune erano assediate da una strana muffa bianca. Parassiti! Avrebbe dovuto parlarne al giardiniere, ma ora non ne aveva voglia, non voleva vedere nessuno. Era inquieta. Non avevano fatto errori, non potevano venire scoperti. Se lo ripeteva giorno e notte. Ma l’angoscia la divorava. Aveva bisogno di distrarsi, di conoscere qualcuno. Gli uomini

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