10. Fu Tom a venirmi ad aprire la porta. Era un omone ormai vicino ai quaranta, con la testa rapata e lucida e una solida aria da classe media. «Vivian. Che bello vederti. Mamma sarà contenta di...» «Avrei voluto venire prima» lo interruppi. «Non è una giustificazione, ma ho avuto un periodo... non bello». Tom si limitò ad annuire. Mi precedette in casa sua, la casa di un medico perfettamente borghese, ma con qualche tocco “politico” che doveva aver preso da suo padre, come i vecchi manifesti incorniciati di eventi anti-razzisti. Dana mi venne incontro con addosso un grembiule da cucina e le mani umide come se se le fosse appena lavate. Sorrideva, ma nel suo sguardo vedevo una tristezza che non se ne sarebbe andata mai più. «Ciao, tesoro. Che bello rivederti». La abbracciai e le b
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