Lei stessa non ci aveva mai creduto, almeno finché non aveva cominciato a perfezionare i movimenti e a partecipare all'armonia del suo gruppo. A un certo punto i passi erano stati eseguiti talmente in sincrono che si era sentita soltanto una particella insignificante, persa tra decine di altre: una goccia nel mare, o una piuma nel vento. Si era accorta di perdere gradualmente la coscienza di ciò che faceva, e a un certo punto verso la metà della coreografia era stato qualcos'altro a guidarla, qualcosa che non aveva nulla a che fare con la sua memoria, o con l'attenzione che metteva a non inciampare nelle gambe delle altre. Le membra erano più sciolte, inalava ossigeno a lungo e senza necessità di espirare in fretta; le pareva di respirare con la pelle, con la mente, con la musica. - Non è

