Corso Matteotti numero 26, ultimo piano, una mansarda di trenta metri quadriIl commissario Paludi si sedette su una thonet 14 al centro della stanza. La magione del dottor Erminio Caponi non era affatto una mansarda sottoproletaria come il proprietario aveva voluto far credere durante il colloquio in commissariato. Dai tre abbaini si intravedevano i tetti dei palazzi e sullo sfondo il monumento di Largo Vittorio Emanuele era una rampa di lancio borghese nel cielo grigio. In casa una specchiera dagli intarsi dorati raddoppiava lo spazio oltre i muri, un grande tavolo di cristallo era ingombro di libri fotografici. Una collezione di riproduzioni dei migliori scatti del calendario Pirelli e un libro di figure del teatro No¯ giapponese. Una moquette Hartley rendeva i passi silenziosi, il commi

