Commissariato di polizia, via Verdi numero 11, primo pianoL’ispettore Anastasi e il sovrintendente Scianna erano incollati alla macchinetta del caffè. Entrambi avevano gli occhi rossi dal sonno, ma il sovrintendente era galvanizzato dal giocare al poliziotto che lavora senza sosta per inchiodare quelli che non han rigato dritto. L’ispettore lo ascoltava con rispetto, anche lui vent’anni prima era stato così. Puliva il colletto e i polsini della divisa due volte al giorno, inamidava le camicie, si guardava allo specchio continuamente, il suo cappello era lucido come la statuetta di una Rolls. Quell’attenzione sarebbe durata ancora qualche stagione, forse anni. Ma poi anche il sovrintendente avrebbe capito come giravano le cose, avrebbe inesorabilmente perso l’entusiasmo, sarebbe diventato c

