Durante quel viaggio di ritorno, avevo già assunto il sangue di Gina che, lo sai, ha avuto uno straordinario effetto benefico su di me. Una medicina particolare, si potrebbe dire, che fu in grado di placare il dolore fisico e di schiarirmi appena la mente. I miei pensieri, però, rimasero confusi, frammentari. Somigliavano ad un treno in folle corsa verso il vuoto. Sangue, terrore, persona amica, conte Victor, muro da scrostare, sangue, sangue, sangue… Lui. Questa era stata l’esatta sequenza prima di accorgersi della sua presenza sulla soglia di quella maledetta stanza, ma non ebbe il coraggio di specificarlo. Non voleva che Victor tornasse a occupare spazio nelle loro vite, non ora che finalmente aveva stabilito un contatto diretto con Gus. Sono arrivata a New York a sedici anni, durant

