Gus, concentrato com’era, non si era accorto del suo arrivo, ma udì in modo distinto il suo grido e il sangue gli si gelò nelle vene. Si rammaricò per essersi trastullato troppo in quel gioco, in cui sapeva di non avere rivali, e di non aver dato la precedenza alla sua sicurezza. Poiché non avrebbe permesso a nessuno di farle altro male, si sbarazzò degli aggressori più vicini con una scarica elettrica talmente forte che nell’aria si sparse subito puzzo di carne bruciacchiata. Poi tentò di raggiungerla ma uno degli uomini che l’avevano presa gli intimò di fermarsi, minacciandola con una pistola puntata alla nuca. “Chi siete? Perché ce l’avete con noi?” domandò loro, la voce dura come l’acciaio e lo sguardo che volava su di lei, a valutare in silenzio la gravità della sua situazione. Il t

