Isabel

1343 Parole
Restai con Watari a correggere vari compiti, e solo ora capivo che era una vera tortura. Però una volta preso la mano effettivamente è più che altro monotono. Restammo appunto per tre ore a correggere. "Allora (T/n), come va?" "Bene" sentii poi ridacchiare un pó l'uomo. Erano ormai le 16:32 mi fermai un attimo, dato che mi mancavano solo altri quattro compiti da correggere. Appena presi il telefono, vidi che avevo tre chiamate perse da mio padre, menomale che non era mia madre. "Scusami Watari, posso uscire un attimo a chiamare mio padre?" "Certo". Uscii fuori dalla stanza incontrando una ragazza che stava passando di là con una pila di libri in mano. "Ti serve una mano?"gli chiesi "Ehm..no, grazie" mi disse però poggiando i libri a terra e inspirando e espirando l'aria. "Scusami, ma non mi ricordo di te come ti chiami?" disse ridacchiando un po' imbarazzata. "Ma è naturale che non ti ricordi di me. È la prima volta che vengo qui, comunque sono (T/n) piacere" le dissi, lei mi sorrise e mi strinse la mano che gli avevo teso. "Piacere, io sono Isabel" mi rispose era una ragazza carina con gli occhi verdi e i capelli rossi corti. (Vediamo chi capisce) "Scusami non sono affari miei, ma hai detto che è la prima volta che vieni qui. Quindi che ci fai?" mi chiese poi curiosa. "Vedi sto aiutando Watari..."non mi fece finire di parlare, "Ah, ora ricordo dove ho sentito il tuo nome. Tu lavori con L, giusto?" mi chiese. "Si ,sono io" dissi ridacchiando. "Va bene, dllora spero di incontrarti ancora. Ma ora devo andare domani ho il compito di fisica e non eccello in questa materia in oltre ho anche altri compiti quindi..scusami devo andare" mi disse lei. "Senti tra un po' ho finito se vuoi posso darti una mano" le risposi, "Davvero? Ti ringrazio allora io inizio a studiare in biblioteca, cosí ti faciliti le cose sennò poi devi trovare la mia stanza e anche se te la dicessi e po' difficile orientarsi qui se è la prima volta"disse lei. "Credo di poter riuscire a trovare una stanza..ma certo come vuoi" le dissi "Okay, ti aspetterò qui comunque" disse sorridendo e riprendo tutti i libri. Avrà praticamente saccheggiato la libreria prendendo tutti i libri di fisica a disposizione. Le feci un cenno col capo per poi andare un po' più in là a telefonare mio padre. "Papà, tutto okay?" "Si volevo vedere come ti stava andando ma a quanto pare sei impegnata" disse ridendo, "Bhe, in realtà si" dissi ridendo a mia volta. Mio padre non ride quasi mai, e quando lo fa automaticamente rido anch'io. Sentii poi dall'altro lato del telefono un rumore, sembrava che qualcuno avesse bussato ad una porta. "(T/n), scusami devo andare" "Va bene, ciao" "Ciao a presto" mi disse per poi staccare la chiamata. Successivamente tornai nello studio di Watari, per terminare gli ultimi quattro compiti da correggere. "Tutto bene?" mi disse Watari "Si" gli risposi sedendomi di nuovo e prendendo la penna in mano. Sempre le stesse domande, e sempre le stesse risposte mi subii ancora quattro volte quella tortura per poi finire. Erano ormai le 17:13, e dovevo aiutare Isabel a studiare. "Watari io vado, avevo promesso ad una ragazza che l'avrei aiutata spiegandogli delle cose di fisica" Watari mi sorrise e io lo feci a mia volta uscendo poi dalla stanza. Entrai in biblioteca e vidi più in là Isabel seduta sola che leggeva un libro con una faccia non molto convinta. "Allora, come va?" dissi quando fui vicina a lei, "Male" disse sospirando. "Dai fammi vedere" presi il libro ricordavo quando l'ho imparai non era difficile in realtà le materie scolastiche in generale per me non erano mai state difficili. Per carità si incontra sempre quella data cosa che ti crea noie, ma me la sono sempre cavata. D'altronde come diceva la mia professoressa: non esiste il facile o il difficile, esiste il sapere e il non sapere. Iniziai così a spiegare il tutto a Isabel, che dopo un po' addirittura prese carta e penna e come se fosse in classe e iniziò a prendere appunti, mentre iniziarono a brillarle gli occhi e a sorridere. Forse era finalmente riuscita a capire la materia. Stetti così a spiegarle per ben cinquanta minuti fisica o meglio quattro capitoli di fisica che doveva imparare per il giorno dopo, e per renderglielo più semplice inoltre mentre glielo spiegai collegai il tutto in modo da non farle perdere il filo del discorso, e in modo da fare una specie di riassunto. "Allora Isabel, va meglio così?"dissi con difficoltà senza più saliva in bocca, dopo aver spiegato ininterrottamente per ormai quella che si era trasformata in un'ora e mezza quasi. "Si, ora finalmente ci capisco qualcosa e altre cose mi sono pure sembrate semplici. Grazie!" mi disse felice e sollevata. "Non c'é di che" le risposi "Non è che finché sei qui mi puoi dare ripetizioni?" "Certo, ma la prossima volta faremo un capitolo e non quattro" le dissi ridendo e coinvolgendo anche lei nella risata, "Okay, te lo prometto!" mi rispose. Alla fine uscii dalla biblioteca. Bene ora devo cercare Near, gli avevo promesso che appena avevo un po' di tempo libero avremmo giocato a scacchi. Rientrai perciò nello studio di Watari "Watari, scusami ma dov'è la stanza di Near gli avevo promesso che avremmo giocato a scacchi?" "Allora se non ricordo male e al secondo piano il numero della stanza e sessantasette" mi rispose, "Va bene, grazie" risposi per poi uscire dalla stanza. Allora non ero certa che lui fosse in stanza, ma avendolo conosciuto non penso sia in altri luoghi. Così mi diressi al primo piano e poi al secondo. Controllati tutto le stanze fino ad arrivare alla numero sessantasette. Mi fermai davanti alla porta e bussai. "Vieni, (T/n)" sentii dire da dentro la stanza. Entrai nella stanza trovandolo a costruire come nella biblioteca una torre con i dadi. "Allora, vuoi finire prima la torre o facciamo altro?" gli chiesi gentilmente, "Vorrei finire prima, se non ti dispiace" mi disse restando peró concentrato. "Bene, allora" mi inginocchiai vicino alla torre e osservai il modo in cui lui metteva i dadi e iniziai così con calma a farlo anch'io. Passammo tutto il tempo in silenzio a costruire la torre. Presi un altro dado come avevo fatto finora accorgendosi solo dopo che era l'ultimo. "Tieni" porsi il dado a Near che per un millesimo di secondo rimase quasi stupito, "Perché?" "Bhe, vedi hai iniziato tu a costruire la torre non ho neanche fatto metà del lavoro ti do almeno la soddisfazione di mettere l'ultimo dado" gli dissi ancora con il braccio teso. Visi Near un pó titubante prendere il dado e lo mise in fine al posto mancante. "Bene, credo si sia fatto tardi" dissi alzandomi con difficoltà visto che avevo le gambe indolenzite dato il tempo che ero rimasta seduta. Guardai successivamente il telefono notando che erano le 18:17. "Near, io vado..ciao" dissi dirigendosi verso la porta, "Sai dovremo rifarlo e rilassante" dissi inoltre girandomi verso di lui e sorridendogli. "Per me va bene" disse infine io uscii dalla sua stanza per dirigermi alla mia e per farmi una doccia. Appena arrivata in camera mi feci un bel bagno caldo. Appena finito mi misi sul letto con il PC davanti, tanto per perdere un po' di tempo su internet finché lo schermo non divenne bianco. Iniziai a preoccuparmi, finché sopra non vidi scritto una L. "Mi hai fatto prendere un colpo pensavo che il computer si fosse rotto" dissi come prima cosa, "Allora, coma va?" disse lui cambiando totalmente argomento, "Tutto bene, hai fatto progressi?" "Si ho scoperto che c'é un secondo kira" "Ah, capisco...uno era poco me ne rendo conto" "Comunque, oltre tutto sta attenta lì" "Va bene, ma gli altri dove sono?" "Momentaneamente sono solo dovrebbero tornare a minuti..ci sentiamo" "Ciao" gli risposi prima di staccare la chiamata. Misi poi sottocarica il computer. Quindi c'é un secondo kira, chissà chi é il secondo non ne bastava uno a quanto pare!
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