11 Collin. Una distrazione: ecco cos’era stata Tabitha in queste ultime settimane. E adesso è qui. Il suo collo è piegato all’indietro e la mia bocca traccia con impazienza la pelle liscia e scoperta della sua spalla. I suoi capelli dorati sono sparsi sul cuscino. Gliene sposto qualcuno dalla faccia, mettendo le mani a coppa sul suo viso. Le accarezzo con il pollice il labbro inferiore, e abbasso il mento finché le nostre bocche non si fondono. Avanti e indietro. Una volta. Due volte. Assaporo la sensazione dei nostri corpi nudi premuti tra loro, ansioso di sentirla attorno al mio membro duro. Le pulsazioni tra le mie gambe sono quasi insopportabili. Non voglio metterle fretta, ma… «Preservativo, subito. Collin, Collin» ripete il mio nome come una cantilena. «Basta girarci intorno.

